Pensiero post film

Da tempo mi sono accorto di come sia cambiato il mio animo verso alcune cose. Verso una cosa in particolare. Anche stasera si è evidenziata in modo esponenziale. E’ una cosa probabilmente normale, che capita a tutti, specie alle persone che vivono una situazione analoga alla mia.
E’ che anni fa, prima di certi eventi, questo non accadeva; ed un po’ mi stupisco sempre di come alcune semplici parole possano ora scuotermi in modo davvero, incontrollabile. Sono quelle classiche cose difficili da spiegare, e che banalmente si riassumono con una frase: “finché non le vivi non le puoi capire”.

Frase che negli ultimi anni per me ha un senso sempre più vero e che non è più così banale. Ha un peso grande, grandissimo.

Le emozioni sono una cosa incredibile. Per quante spiegazioni tu possa dare, non saranno mai abbastanza, e due persone non le vivranno mai allo stesso identico modo. Puoi sapere cosa provi tu, puoi immaginare cosa prova un’altra persona, ma è un po’ come pensare all’esistenza dei dinosauri. Sai che gli studi dicono esserci stati, ma non ne potrai mai avere la prova certa, perché non li puoi rivedere realmente, non puoi rivivere nella loro era.

Ci sono emozioni che non so controllare, che compaiono improvvisamente, scattano come un grilletto al manifestarsi di un evento. Il cosiddetto trigger. E’ il bello di noi esseri umani, creatori dell’arte, dell’amore, e di tutto ciò che smuove l’irrazionale. Pittura, scultura, musica, cinema, teatro, poesia, ballo, natura, sono solo degli esempi di ciò che ci smuove l’anima, ci fa emozionare in modi completamente diversi ed in modi soggettivamente differenti. Ognuno sentirà (o non sentirà) qualcosa da una musica, o dall’ammirare un quadro, o dall’ascoltare una poesia, o dall’osservare un tramonto.

Io mi emoziono quando sento alcune parole. Certe volte mi innervosisco perché vorrei averne il controllo. Perché mi sembra impossibile possa essere così forte l’effetto. Specie quando arrivano in modo inaspettato e non sono preparato. Più mi sforzo di controllarle, e meno ne sono capace, un effetto inversamente proporzionale. Certe volte mi scuote sentendola mentre faccio la spesa, certe volte leggendola, altre volte con filmati. In tutti i casi l’effetto è intenso, immediato, spesso inaspettato.

Stasera è accaduto nuovamente guardando un film. Il finale dolce, intenso, e poi eccola, arriva la frase:

“…Il mio papà…”

Lacrime.

Ivo

 

A Chi

A chi si sente solo, nonostante sia in mezzo a tanta gente;

A chi è solo, perché ripudiato o rifiutato;

A chi è solo, perché non ha più nessuno;

A chi ha perso qualcuno, e vede il suo vuoto ovunque;

A chi fatica a campare, e si strazia per poter comprare un minuscolo regalo minuscolo per il proprio figlio;

A chi è senza lavoro, e se il 2016 finirà male, teme il 2017 sia ancora peggio;

A chi è malato, e vorrebbe la salute per regalo;

A chi sta per morire, ed è pieno di rimpianti;

A chi si sente in colpa, e fatica a riscattarsi;

A chi ama e si strugge per amore, ma non è ricambiato;

A chi ha amato, e vuole ancora amare;

A chi è stato tradito, e si sente un fallito;

A chi ha tradito, e si sente un fallito;

A chi ha sofferto, e non vede l’ora di riavere il sorriso;

A chi ha sofferto, ed oramai è convinto di non poter riavere più quel sorriso;

A chi è disilluso ed è stanco dei buoni consigli e belle parole;

A chi ha perso la pazienza, la speranza, la fiducia, ed

A chi la vuole ritrovare e spera in un anno migliore;

A chi è stanco e non trova più la forza;

A chi prova rabbia e non trova le risposte;

A chi fallirà tutti i nuovi buoni propositi;

A chi vuole dimenticare e ricominciare;

A chi ha perso tutto, per un motivo o per l’altro, e non ha più nulla da perdere.

A loro, auguro un Buon Natale, di cuore.

Ivo