Ferrata Michielli Strobel – Punta Fiames

Da molto non scrivo i resoconti delle escursioni in montagna.

Riprendo oggi! Ne dovrei scrivere parecchie per recuperare, ma come sempre, faccio quello che voglio, quindi riparto dall’escursione del weekend appena trascorso.

Dunque questa domenica è stata la volta di una ferrata, come da titolo, la ferrata Strobel che porta in cima a Punta Fiames.

Ecco intanto la piccola consueta scheda riassuntiva:

  • Dislivello: 1000 mt circa
  • Difficoltà: Moderata – Media
  • Tempo di percorrenza: 7 Ore circa (4 in salita)
  • Cartografia: Tabacco n. 03 (Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane)
  • Partenza: Parcheggio Hotel Fiames (1294 mt)
  • Arrivo: Cima Punta Fiames (2240 mt)
  • Da Cortina si risale la statale fino ad arrivare all’Hotel Fiames, nei pressi dell’omonima località. Si parcheggia comodamente nell’ampio parcheggio e spiazzo. Si attraversa la strada e ci si infila nel sentiero 208 segnato in più punti che risale un piccolo pezzo di bosco e mughi per poi risalire in modo più aggressivo il canalone che ci porta, sulla destra, all’attacco della ferrata, (targa). Qui ci si imbraga e si inizia una facile risalita della cengia. La cengia ci conduce alla base di una serie di camini e attraversamenti oblicui. La ferrata è sempre ben attrezzata e si può sfruttare la roccia in molti punti, sebbene sia in alcuni tratti, piuttosto liscia dall’usura. Si prosegue poi per un altro tratto in cengia, la ferrata termina in un paio di punti per poi riprendere alla base di una parete verticale, dove scalette e pioli aiutano il passaggio. Qui l’esposizione è maggiore, ma la corda è sempre sicura e ci si può godere un bellissimo panorama. L’ultimo tratto è molto semplice, inclinato non esposto e si può fare praticamente senza sicura. L’arrivo a Punta Fiames (2240mt) è facile e suggestivo. Il ritorno avviene scendendo per forcella Pomagagnon, sfruttando il divertente canalone ghiaioso, che si può fare praticamente in scivolata. Si ritorna dentro ai mughi e poi nel boschetto, seguendo nuovamente le indicazioni per Fiames ed il sentiero 208. Si arriva nuovamente nella carrareccia, passando per il vecchio passaggio ferroviario, proseguendo agevolmente in mezzo al boschetto che in breve tempo ci riporta sulla strada principale ed al nostro parcheggio.

Bella domenica quindi, nonostante il tempaccio schifoso. Siamo partiti con un bel 15 giugno a temperatura 11 gradi! Raccattata tutta la comitiva del corso avanzato di escursionismo del CAI di San Donà di Piave, siamo partiti per la volta di Cortina (5 gradi!). Una bella colazione tutti insieme, salutando anche il corso base di escursionismo che vede separare i componenti dei Fantastici 4. Arrivati al parcheggio dell’hotel Fiames ho indossato finalmente gli acquisti Nepalesi. La giacca e lo zainetto nuovo della North Face erano da testare!!!

La salita è inizialmente morbida per poi diventare subito un po’ ostica nel ghiaione. Ma essendo in tanti, e rimanendo in coda per chiudere le fila, il ritmo è tranquillo e si sale lentamente. Ci mettiamo circa 45 minuti ad arrivare alla targa della ferrata. Qui ci mettiamo imbrago, caschetto e kit da ferrata, ed in fila indiana si parte uno alla volta verso la cengia, che salendo sulla destra, ci porta poco più avanti all’attacco della ferrata.

L’attacco, come quasi tutte le ferrate, è volutamente impegnativo, per scoraggiare “gli sprovveduti” 🙂 Si prosegue con calma, lasciando a chi è più avanti il tempo di “ambientarsi” nei primi passi. La roccia è bella, piena di prese e cerco di evitare di usare la corda per divertirmi un po’, anche se si sa che in ferrata non è che ci sia stà gran libertà di movimento…

Si salgonono un paio di simpatici camini e si continua sulla parete in versante ovest. Poi la ferrata s’interrompe per un breve tratto, dove si sale ancora in mezzo ai mughi e la ghiaia. Il ritmo non è mai costante e questo forse stanca più della fatica fisica. Ci si riattacca per riprendere il versante sud, arrivando ad uno spuntone da cui si gode di una splendida visuale sulla valle e Cortina. Purtroppo il tempo è già da un po’ diventato grigio, le nubi coprono tutto il cielo e la temperatura cala ancora. Ci mettiamo la giacca a vento e saliamo la parete verticale davanti a noi, con l’ausilio di facili gradini di acciaio. Qui il vento freddo si fa sentire parecchio e saliamo in fretta per uscire da quella zona.

Poco dopo ci si stacca ancora dalle funi e si prosegue su un piccolo pezzo tra i mughi, che ci porta alla base di un’altra parete di roccia, da risalire per qualche metro tramite una bella scala di ferro. Ancora un po’ di fune e di passaggi un po’ più scivolosi perchè la roccia è lisciata dai frequenti passaggi. L’ultimo pezzo è morbido, molto appoggiato, e nonostante sia attrezzato, è a mio parere da gustare anche senza moschettoni… I metri finali sono il libera, portano con leggera inclinazione alla cima Punta Fiames (2240 mt)

La vista dalla cima è notevole, nonostante la nostra sfortuna nel trovare una giornata pessima. Pochi minuti dopo l’arrivo infatti comincia a nevicare e così, dopo un pasto veloce, per l’impazienza del gruppo (mah, valla a capire stà gente che ha fretta anche quando se la gode!) si riparte, piegando verso est, in direzione di forcella Pomagagnon. Si scende comodi, passando solo un piccolo punto su una piccola cengetta che risulta scivolosa con la pioggia. La vista della forcella è veramente bella, la roccia rossa è imponente e splendida.

L’arrivo in forcella è veloce, e da qui, per prudenza ci si rimette il casco. Il gruppone infatti inizia a scendere nel canalone ghiaioso… Alcuni veloci, altri piano piano. Dopo un po’ mi stanco di stare in coda e decido che questo ghiaione è da divertimento. E’ infatti il classico ghiaione da scivolata e vado giù di corsa. Qualche pausa, qualche foto e poi riprendo, mantenendo comunque l’attenzione su chi è sopra di me e chi sotto. si arriva quasi alla fine del canalone, che svolta un po’ sulla destra. Qui c’è un bivio con l’indicazione per Fiames. Si scende ora passando in mezzo ad una bella distesa di mughi fino a rientrare nel bosco… La pioggia rende tutto più scivoloso e le numerose radici degli alberi che spuntano dal terreno ci fanno diventare matti tra uno scivolone e l’altro.

Nicola diventa pure un ladro perchè s’impadronisce di un reperto archeologico trovato per terra! Peccato che l’avevamo visto prima noi (io ed il Nobile!) ed il Nobile afferma di averlo visto ancora dalla forcella, cinquecento metri più sù (ed io do ragione al Nobile!). Nonostante questo Nicola continua a sbeffeggiarci ma tutto gli si ritorcerà contro! Così è deciso!!! 🙂

Risbuciamo nella strada sterrata che porta alla vecchia stazioncina ferroviaria. Qui la piccola sosta per mangiare e bere gli avanzi presenti nello zaino e poi ancora qualche minuto nel bosco per risbucare nella Statale principale che ci riporta al parcheggio ed alle nostre auto.

Osserviamo ancora un po’ dalla strada il nostro percorso appena concluso, e come sempre, dal basso, sembra impossibile che si possano fare certi percorsi!

Una breve sosta a San Vito, per mangiarci un meritato panino ad un bar dove l’eccentrico proprietario ci fa morire dal ridere per i suoi modi e lo stile con il quale si auto-complimenta della bontà dei suoi prodotti e della qualitò del servizio.

Infine un paio d’ore d’auto per tornare a casa… una doccia veloce… Un breve saluto ad Elisabetta che passava in quel del Cavallino per vincere il Palio Remiero (pensa te! Ha pure vinto stà ragazza!), ed una pizza a casa, dato che gli altri non avevano più voglia di cenare fuori…

Bella domenica, divertente, piena, direi quasi “Megalodontica!” 🙂

Ivo

->>Le foto della ferrata! <<-