{"id":95,"date":"2007-07-06T17:45:09","date_gmt":"2007-07-06T15:45:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zekkus.com\/?p=53"},"modified":"2007-07-06T17:45:09","modified_gmt":"2007-07-06T15:45:09","slug":"in-quaranta-sul-tamer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zekkus.com\/?p=95","title":{"rendered":"In quaranta sul Tamer"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Eccoci qui di nuovo per raccontare un&#8217;altra entusiasmante escursione della domenica!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;escursione, che si \u00e8 svolta il primo luglio 2007 ci porta in un luogo gi\u00e0 visitato un paio di stagioni f\u00e0&#8230; Ci ritroviamo infatti sul gruppo del San Sebastiano-Tamer, tra le dolomiti Zoldane ed Agordine. Cime che a mio parere riservano grandiosi panorami e altrettante grandi soddisfazioni per quanto riguarda i percorsi che offrono.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nDunque, per chi vuole replicare, un breve sunto di dati tecnici:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Dislivello:<\/strong> 950 mt. circa.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Difficolt\u00e0:<\/strong> EE<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Tempo di percorrenza:<\/strong> circa 6\/7 ore.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Cartografia: <\/strong><a title=\"Cartina\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/gallerie\/Tamer_010707\/images\/percorso.jpg\" target=\"_blank\">Tabacco n. 25<\/a> (dolomiti di zoldo cadorine ed agordine)<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Partenza:<\/strong> Passo Duran (1598 mt)<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Arrivo:<\/strong> Cima Tamer Grande (2547 mt)<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>L&#8217;escursione \u00e8 di circa 950 mt di dislivello, piuttosto impegnativi sul ghiaione e con un paio di passaggi di I e II- grado poco prima della vetta (si consiglia quindi un minimo di esperienza ed il materiale per attrezzare un&#8217;eventuale corda fissa).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;escursione \u00e8 stata organizzata dal gruppo Cai di San Don\u00e0 di Piave insieme al gruppo Cai di Portogruaro. Alla gita hanno partecipato ben 40 persone, non poche e devo ammettere che non \u00e8 proprio comodo, sia per una questione di tempi che di sicurezza. Ma il grande lavoro degli accompagnatori (perch\u00e8 per loro \u00e8 stata proprio una giornata di lavoro!) ha reso questa gita assolutamente sicura, tranquilla e spettacolare come ci aspettavamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il percorso parte dal Passo Duran, seguendo il segnavia 524 che sale tranquillo in mezzo ad un boschetto,  aprendosi poi in mezzo ai mughi lungo un breve tratto esposto dove per\u00f2 si trova una corda fissa che ci permette di attraversarlo agevolmente. Poco dopo il torrentello si arriva alla base del Van de Caleda: da qui inizia la risalita del non poco faticoso ghiaione. In quaranta persone l&#8217;ascesa non \u00e8 da sottovalutare data l&#8217;instabilit\u00e0 del ghiaione stesso ed il pericolo quindi di far cadere pietre in testa alle persone sottostanti. Attenzione quindi! Piede fermo e occhi aperti! La giornata era calda umida e sfortunata perch\u00e8 gi\u00e0 si vedevano le nostre cime coperte da nuvole grigie che ci avrebbero oscurato il paesaggio una volta giunti in cima&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attraversando il ghiaione si vede subito l&#8217;arrivo alla Forcella La Porta (2326 mt) e si nota la sovrastante cengia che ci porta alla vetta. Si \u00e8 in mezzo ad un teatro di cime, a sinistra il San Sebastiano, a destra le cime del Tamer, ed alle spalle la valle ed il Moiazza la fanno da padroni! Gran bello spettacolo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Verso la forcella abbiamo trovato qualche residuo di neve ma non ci ha infastidito. Dalla forcella (splendido panorama verso gli Spiz di Mezzod\u00ec) si pu\u00f2 proseguire per il sentiero 524, percorrendo quindi l&#8217;Anello Zoldano che porta gi\u00f9 sino alla Baita Angelini. Non \u00e8 stato il nostro caso! Il percorso devia subito a destra, lungo la cengia, franosa ma di modesta larghezza; il passo quindi \u00e8 tranquillo e non obbliga ad aggrapparsi alle pareti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Verso la fine del percorso si trovano le due uniche vere &#8220;difficolt\u00e0 tecniche&#8221; del tracciato. Un breve passaggio in arrampicata ci ha fatto attrezzare una corda per evitare spiacevoli cadute e poco pi\u00f9 s\u00f9, un imbuto che &#8220;costringe&#8221; a mettere nuovamente con soddisfazione le mani sulla roccia. Superati questi due passaggi si \u00e8 arrivati in vetta. Il Tamer Piccolo sulla sinistra, e risalendo verso destra si va al Tamer Grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui il meritato pranzetto, e lo scambio di complimenti per l&#8217;arrivo con gli altri partecipanti! Sosta veloce dato che essendo in 40 non ci stavamo tutti in cima&#8230; Peccato per il tempo. Il panorama ci \u00e8 stato negato dalle nuvole grigie che ci hanno accompagnato anche nel ritorno fino alla forcella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La carovana riparte, divisa oramai in 3 gruppetti, ritornando per i due passaggi pi\u00f9 impegnativi, urlando ogni tanto &#8220;Sassooooo!!!&#8221; e controllando che nessuno si faccia male. Passata la forcella si scende a ruzzoloni per il canalone fino al Val di Caleda. Altra sosta per mangiare la mitica porchetta portata da Denis (buonissima!!!) ed infine di nuovo in mezzo ai mughi e verso la birra fresca che ci aspetta al Rifugio, gi\u00f9 al passo Duran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bel percorso, faticoso ma bello. Bravo Nicola e bravi tutti gli accompagnatori che hanno tenuto testa a 40  personaggi pericolosi come noi! Uno sguardo al San Sebastiano, che ci ricorda l&#8217;avventura di settembre, e mi strizza l&#8217;occhio perch\u00e8 torni a salutarlo fino alla vetta&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ritorno in autobus, tra annunci di prossime escursioni, ringraziamenti tra sezioni, una piacevole chiacchierata con Sandra, l&#8217;arrivo all&#8217;auto a San Don\u00e0, i saluti tra noi &#8220;fantastici 3&#8221;, un saluto ed una risata per 6C (parlo criptico ma chi c&#8217;era sa di cosa parlo&#8230;) Doccia calda, cena rigenerante e via a nanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ah, dimenticavo, \u00e8 stata la domenica di test per i miei nuovi Danner! Si sono comportati proprio bene, niente vesciche come invece mi facevano gli scarponi vecchi, peccato averli gi\u00e0 sbucciati un po&#8217; sulle rocce, ma \u00e8 giusto cos\u00ec! Devono capire subito che non sono stati calzati per semplici passeggiate \ud83d\ude42 &#8230;<\/p>\n<p><em><strong>Ivo <\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">Ecco a voi le foto: (abbiate piet\u00e0 per la qualit\u00e0&#8230; \u00e8 un cellulare!)<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a title=\"Galleria Fotografica\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/gallerie\/Tamer_010707\/index.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Cima del Tamer Grande\" src=\"http:\/\/www.Zekkus.Com\/Gallerie\/Tamer_010707\/images\/immag022.jpg\" alt=\"Cima del Tamer Grande\" width=\"213\" height=\"170\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccoci qui di nuovo per raccontare un&#8217;altra entusiasmante escursione della domenica! 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