{"id":318,"date":"2009-02-24T02:14:59","date_gmt":"2009-02-24T00:14:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zekkus.com\/?p=318"},"modified":"2009-02-24T02:14:59","modified_gmt":"2009-02-24T00:14:59","slug":"finalmente-si-torna-tra-i-monti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zekkus.com\/?p=318","title":{"rendered":"Finalmente si torna tra i monti!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sottotitolo: &#8220;In mezzo ai rovi, verso il monte Santo (mancato)&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo quasi due mesi di inattivit\u00e0 montana, finalmente siamo tornati a godere del fascino della croda!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aaaah s\u00ec! Dopo valanghe, nevicate, piogge, tetti di palazzi sportivi che crollano, e tutto il maltempo che imperversava per l&#8217;Italia, \u00e8 uscito il sole, e con il sole siamo usciti anche noi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stavolta il trio era composto da io me medesimo sottoscritto, Nicola e Nobile (blueblooded). Graaan bel trio, dedito alla ricerca della croda. Il Nobile, tra le altre cose, doveva testare i suoi scarponi appena risuolati da <a title=\"Il risuolatore\" href=\"http:\/\/www.ilrisuolatore.it\/\" target=\"_blank\">&#8220;ilrisuolatore&#8221;<\/a>. Quale migliore occasione di questa domenica, di sole limpido e dal tepore primaverile?\u00a0 Il percorso \u00e8 stato preso, ancora una volta, dal buon Grandin, che manco a dirlo, ci conferma come certi\u00a0 itinerari siano puramente innestati nella sua contorta fantasia.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicevamo quindi, st\u00e0 domenica \u00e8 stato il giro di una traversatina piuttosto lunga, ma di grande soddisfazione e di ottimi panorami! Come la intitola Grandin: <em>&#8220;Da Quero al Monte Santo per la dorsale sud-est&#8221;.<\/em> Il giro \u00e8 effettivamente una bella traversata che parte dal paese di Quero (mt 288) ed arriva alla cima del monte Santo (mt 1538). Devo ahim\u00e9 dire che non \u00e8 stato da noi completato. Alla cima del Santo non ci siamo arrivati. Ci avremmo impiegato troppo tempo con il risultato di rincasare con il buio e belli cotti. Ma questa non \u00e8 comunque una grave colpa dato il percorso che ci siamo ciucciati!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conoscendo oramai la bestia di Grandin, quando abbiamo letto alcune righe quali: <em>&#8220;&#8230;pu\u00f2 presentare qualche difficolt\u00e0 di orientamento ed \u00e8 in ogni modo molto ostico per la presenza di rovi..&#8221;<\/em> gi\u00e0 abbiamo pensato &#8220;bene bene bene&#8221;, ma la parte subito dopo era ancora meglio e diceva:<em> &#8220;occorrono dimestichezza con questo tipo di terreno e ostinazione nel procedere&#8221;.<\/em> &#8220;Ostinazione nel procedere&#8221; era decisamente la frase chiave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vabb\u00e8 insomma il risultato \u00e8 stata una gran bella scarpinata, sicuramente intorno ai 1400 mt di dislivello tra un saliscendi ed un&#8217;altro, che mi hanno\u00a0 consumato dato il mio stato di fuori forma. Io quindi quasi sempre dietro a Nicola ed al Nobile, ogni tanto ci chiamavamo per sapere dove fossimo, dato che ognuno di noi cercava una via di fuga dai rovi&#8230; Il Nobile si dilettava forzatamente con il &#8220;passo del leopardo&#8221;, io andavo di affondi per non incastrarmi ovunque, ed ogni tanto si sentiva qualcuno di noi &#8220;porchisare&#8221; per qualche bel ramo di rovo conficcato nei pantaloni, o peggio, nelle dita!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso varia e spazia dalle creste, ai rovi (appunto) agli spiazzi aperti dalle bellissime vedute verso valle. Bello il punto di osservazione sul monte Cornella, dove un cerchio di acciaio inciso, indicava tutte le vette intorno a noi, ma soprattutto ricordava, in silenzio, tutte le battaglie della prima guerra mondiale avvenute tra quelle cime! In quei momenti, un pensiero mi va sempre a questa bella idea dell&#8217;uomo chiamata guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per fortuna i brutti pensieri vengono spazzati dalle montagne e soprattutto da ci\u00f2 che ogni volta si pu\u00f2 incontrare tra i boschi. Durante il percorso ci imbattiamo in un simpatico signore, indigeno, che ci racconta di come, tagliare gli alberi con il calar di luna non sia\u00a0 una buona idea perch\u00e9 non crescono pi\u00f9, ma tagliarli con la luna crescente non produce buona legna da ardere. L&#8217;accento del &#8220;basso trevigiano&#8221; come dice il Nobile, \u00e8 divertente, ma divertenti sono i suoi racconti. Tiene banco per un bel po&#8217; elogiando la quantit\u00e0 di legna tagliata dal figlio, di come fosse l\u00ec per scappare un&#8217;oretta dalla moglie, dei vari utilizzi del legno in base al diametro ed al pezzo. Divertente \u00e8 poi l&#8217;episodio del suo San Valentino di qualche anno fa che riassumo.\u00a0 La sera a casa con la moglie accende il fuoco del camino e poco dopo, uscendo,\u00a0 la moglie si accorge che il camino intero manda fiamme al cielo! Allora lui prende di corsa la canna dell&#8217;acqua, sale sul tetto, e annaffia il camino. Non oso pensare al pavimento della casa dopo l&#8217;effetto acqua-fumo-cenere, ed infatti il suo racconto evidenzia come la moglie non fosse per niente felice di quella sua prodezza. Ma da buoni pratici quali sono gli uomini di fatica, &#8220;meglio il salotto sporco che la casa a fuoco!&#8221; E poi, dato che a San Valentino siamo in febbraio e in montagna fa ancora freddo.. l&#8217;acqua schizzata in giro per il tetto si \u00e8 ghiacciata velocemente, facendo ruzzolare gi\u00f9 l&#8217;ardito pompiere. Fortuna ha voluto che cadesse sul morbido ed era ora davanti a noi per raccontarci il fatto tra un suo sorriso e le nostre risate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Se tornate di qua stasera vi offro un&#8217;ombra&#8221; \u00e8 stata la sua frase finale. E noi l&#8217;abbiamo memorizzata per bene!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco dopo, salendo e fermandoci per capire bene dove andare a incastrarci tra rovi e ruderi, una bellissima volpe ci scende accando, distante cinque-sei metri da noi. Nemmeno s&#8217;\u00e8 accorta di noi; scende con calma, fiera, con st\u00e0 coda grossa ed elegante. Restiamo estasiati e gi\u00e0 questo, affermiamo, ci basta per continuare a salire con fatica tra i rovi! La giornata insomma \u00e8 gi\u00e0 ripagata da questa piacevole sorpresa!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fatica comunque c&#8217;\u00e8 ma il percorso, come detto, \u00e8 divertente. Si sale, si scende, ed infine si raggiunge anche la neve, perlopi\u00f9 ghiacciata. Stalle Paoda \u00e8 un posto di notevole bellezza, con una vista verso le dolomiti Bellunesi invidiabile. Qui, nel chiosco soleggiato, ci godiamo il te caldo (il mio \u00e8 oggi caldissimo grazie al mio nuovo, fantastico termos, regalo della mia amata!!!) mangiamo un po&#8217; e io comunico che sono finito. Ma Nicola rogna.. Lui che al posto delle gambe ha i trampoli, lui che va in palestra tutto l&#8217;inverno, non fuma, non beve, (non tromba?) ha ancora fiato da vendere. Io, che non mi sono mai tirato indietro (e dico mai!!!) ma sono &#8220;saggio&#8221; e so che non bisogna osare pi\u00f9 di quello che si deve sui monti, dico che resto l\u00ec e li aspetto. Che vadano pure loro in cima al Santo! Sono solo 300 mt di dislivello ma io non mi offendo e resto ad aspettarli! Ho quasi i crampi! Ma niente, la legge \u00e8 &#8220;o tutti o niente&#8221; e quindi dopo un quarto d&#8217;ora di supplizio e di sensi di colpa, risate e battute, chiudo lo zaino e affermo che &#8220;Col cazzo che ora stiamo qui! Andiamo in vetta!!!&#8221; Il sorriso di vittoria appare sul volto del mio amico pagliaccio, e si parte!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passo \u00e8 lento ma costante, ed ora perlomeno, il percorso \u00e8 graduale e non devo fare quei passi lunghi maledetti che mi hanno tagliato il fiato, quindi avanzo con meno fatica del previsto. Peccato per\u00f2 che dopo un buon centinaio di metri di dislivello, ci rendiamo conto che la via \u00e8 ancora lunga, e non poco. Si doveva ridiscendere ancora di una buona cinquantina di metri, nella neve ghiacciata, risalirli, salire ancora e farci un altro bel pezzo in cresta sino alla cima. Almeno un paio d&#8217;ore. Era per\u00f2 gi\u00e0 tardi e quindi, mestamente, abbiamo deciso di tornare indietro. La discesa \u00e8 stata lunga, tranquilla, ammirando la &#8220;Cengia dell&#8217;oro&#8221;, nostro prossimo imminente obiettivo! Il desiderio ora era di tornare dal tipo e farci offrire la promessa &#8220;ombra de vin&#8221;&#8230; ma arrivati l\u00ec, l&#8217;ometto non c&#8217;era e quindi, affranti, siamo andati avanti a scendere, spostando il nostro obiettivo non pi\u00f9 sull&#8217;ombra de vin tanto desiderata, ma sulla cioccolata calda della pasticceria di Signoressa, oramai nostra immancabile tappa per la colazione (all&#8217;andata) e meritata merenda (al ritorno). Arrivati all&#8217;auto ci siamo cambiati e poco dopo s&#8217;\u00e8 fatto buio. In orario quindi, siamo tornati dalla nostra agoniata cioccolata con panna (e fetta di strudel). Tra una battuta e l&#8217;altra, un riassunto della giornata e una voglia di doccia, siamo tornati a casa belli distesi e pronti per una nuova croda&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evviva!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Ivo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sottotitolo: &#8220;In mezzo ai rovi, verso il monte Santo (mancato)&#8221;. Dopo quasi due mesi di inattivit\u00e0 montana, finalmente siamo tornati a godere del fascino della croda! Aaaah s\u00ec! 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