{"id":100,"date":"2007-11-05T21:31:58","date_gmt":"2007-11-05T19:31:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zekkus.com\/?p=63"},"modified":"2020-11-25T10:52:07","modified_gmt":"2020-11-25T09:52:07","slug":"selvadego-come-un-camorz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zekkus.com\/?p=100","title":{"rendered":"Selvadego Come Un Camorz"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Selvadego<\/strong>: dialettale Veneto di Selvatico<em>. <\/em>Dal Latino Silvaticus che trae da Silva (foresta).<em> &#8220;Che vive nei boschi, riferito agli animali; e dicesi pure degli uomini non civilizzati, che non avendo agricoltura propriamente detta ed armenti, vive principalmente del prodotto della caccia; Fig.: Rustico, rozzo, incolto, inabitato. &#8220;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/attenzione.jpg\" alt=\"Attenzione!\" width=\"71\" height=\"78\" align=\"middle\" border=\"0\" hspace=\"0\" vspace=\"0\" \/> Avviso: articolo lungo \ud83d\ude42 Tempo previsto di lettura: 30minuti!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche questa volta una novit\u00e0. Avevo troppa voglia di sfruttare il ponte dei Santi e andare via qualche giorno. L\u2019idea era di andare da qualche parte in Europa, ma ahim\u00e8 come spesso mi accade, il portafogli mi ha guardato con aria sconsolata e mi ha detto <em>\u201cMa dove vuoi andare che non hai manco i soldi per vivere???\u201d<\/em> E cos\u00ec l\u2019alternativa era andare via ma spendere poco. Risultato: montagna ovviamente! La proposta \u00e8 stata trasferita anche agli altri compari di baraccate, ma per loro sfortuna, nessuno faceva il dritto venerd\u00ec\/sabato\/domenica. Cos\u00ec ho deciso di partire per i fatti miei. <!--more-->S\u00ec, in montagna da solo ancora una volta, ma questa volta per tre giorni! L\u2019idea mi piaceva molto (anche se in compagnia \u00e8 sicuramente pi\u00f9 divertente!) e dopo averci pensato qualche minuto, ho capito che mi elettrizzava proprio provare a fare tre giorni di escursionismo da solo. Un po\u2019 una prova insomma della mia resistenza (una delle tante \ud83d\ude42 ) e lo scoprire che sensazioni avrei provato in questi tre giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno sguardo alle previsioni meteo mi aveva convinto che si poteva fare (sole limpido previsto almeno fino a domenica, abbastanza per il mio progetto). Cartine in mano e recensioni varie su internet, restava solo da scegliere la zona ed il giro. Dopo aver vagliato varie possibilit\u00e0 mi sono deciso a fare un triangolo in una zona che non avevo ancora visto e che avevo lasciato in disparte per future escursioni, ma della quale tutti me ne avevano parlato bene. Val Montanaia ed il famoso Campanile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ok, avevo deciso di partire proprio da l\u00ec. Zona vicina, fondovalli vicini in caso di necessit\u00e0, altitudine discreta per evitare troppa neve e ghiaccio, e molte varianti ai percorsi per permettermi di scegliere in base alla stanchezza ed al tempo che avrei di volta in volta incontrato. Naturalmente sono partito con l\u2019idea di godermeli questi tre giorni, quindi non volevo strafare, n\u00e9 correre rischi inutili o dimostrare qualcosa a qualcuno, volevo solo staccare dal mondo per tre giorni, senza fretta e senza ansia. Era opzionale anche un quarto giorno, ma solo nel caso non fossi stato troppo stanco. Bene quindi, dopo aver fatto settecento programmi diversi, ho deciso che il pi\u00f9 bello, diretto, semplice e soprattutto realizzabile era questo triangolo di rifugi: <a title=\"Percorso\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/percorso.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pordenone\/Padova\/Giaf,<\/a> dormendo ovviamente nei ricoveri invernali perch\u00e9 i rifugi erano gi\u00e0 tutti chiusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Descrivere dettagliatamente tre giorni di escursionismo sarebbe troppo lungo e non bastano le parole. Mi rendo conto che forse esagero e che c\u2019\u00e8 gente che fa cose pi\u00f9 estreme, ma come ho detto non era il mio intento. Per me \u00e8 stato magnifico; sensazioni diverse si sono succedute durante questi giorni, pi\u00f9 volte ho pensato <em>\u201cQual\u2019\u00e8 il ricordo pi\u00f9 bello e qual\u2019\u00e8 quello pi\u00f9 brutto?\u201d<\/em> Beh, di belli tantissimi, di brutti nessuno. Ho avuto alcuni momenti fisicamente stressanti e qualche attimo di solitudine, ma definirli brutti sarebbe sbagliato. E\u2019 stato tutto incredibile, di una soddisfazione impagabile, dall\u2019inizio alla fine, con alcuni attimi da incorniciare, anche tra quelli pi\u00f9 faticosi. Un\u2019esperienza che rifarei subito, s\u00ec, perch\u00e9 \u00e8 da provare. Nonostante apprezzi di pi\u00f9 andare in escursione con gli amici, e credo che in futuro far\u00f2 quasi esclusivamente questo tipo di uscite, \u00e8 un\u2019esperienza da fare, che sono contento di aver fatto. Sar\u00e0 banale, semplice, ma ognuno vive le cose a modo proprio, ed io credo di averla vissuta soprattutto come volevo io e perci\u00f2 tutto questo ha senso per me. Quindi non rompete se vi sembro esagerato e sparo frasi banali a ripetizione. Fatti miei. C\u2019\u00e8 sempre www.playboy.com da vedere se non vi va bene! (S\u00ec, ok mi rendo con che per le ragazze magari \u00e8 meglio un altro sito tipo www.maschioni.com)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumo quindi i tre giorni per chi volesse prendere ispirazione o fare i singoli giorni, considerando che lo zaino molto pi\u00f9 pesante del solito ha rallentato non poco la camminata abituale, quindi i tempi indicati si accorciano per chi vuole farsi il percorso in giornata! Per mio orgoglio personale comunque sono sempre stato dentro ai tempi indicati dalle tabelle Cai <span style=\"font-family: Wingdings;\">\ud83d\ude42<\/span><\/p>\n<p><strong>Primo giorno: <\/strong>Dal Rifugio Pordenone al Rifugio Padova per forcella Montanaia<\/p>\n<ul>\n<li>Cartografia: <a title=\"Percorso\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/percorso.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tabacco n.16<\/a> (Dolomiti del Centro Cadore) segnavia 353 \u2013 342 &#8211; 346<\/li>\n<li>Dislivello: 1100 mt circa<\/li>\n<li>Difficolt\u00e0:EE<\/li>\n<li>Tempo impiegato: 5 ore e 30.<\/li>\n<li>Partenza: Rifigio Pordenone (Val Cimoliana \u2013 Friuli) (1249 mt)<\/li>\n<li>Arrivo: Rifugio Padova (Valle Pra di Toro \u2013 Veneto) (1200 mt)<\/li>\n<li>Punto pi\u00f9 alto: Forcella Montanaia 2333 mt<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bella partenza decisamente! Emozionante iniziare quest\u2019avventura di tre giorni, consapevole di essere solo in una zona che fondamentalmente non conosco. L\u2019arrivo al rifugio Pordenone \u00e8 gi\u00e0 un avviso di come sia selvaggia la zona. Ci vuole una mezz\u2019ora di strada spersa in val <a title=\"Val Cimoliana\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/159_val_cimoliana.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cimoliana<\/a>, risalendo la statale che da Longarone passa per Erto e Cimolais, attraversando il greto del torrente con l\u2019auto, dove alcuni passaggi sono quasi da fuoristrada. La valle \u00e8 spettacolare, il periodo autunnale crea una perfetta mescolanza di tonalit\u00e0 di marrone, arancione, verde, giallo. Lascio l\u2019auto in una piazzola proprio dove il <a title=\"Indicazionei\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/154_le_indicazioni_dal_parcheggio.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cartellone<\/a> in legno indica i vari percorsi. Controllo di aver preso tutto. Lo zaino pesa. Decido di portare solo picozza e ramponi (grazie Nicola!) Corda moschettoni e cavoli vari li lascio in auto, altrimenti il peso \u00e8 eccessivo e mi convinco che <em>\u201cSe ho bisogno di corda e moschettoni, allora torno indietro perch\u00e9 supera ci\u00f2 che voglio fare\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parte, un po\u2019 in ritardo rispetto la tabella di marcia (sono le dieci e pensavo di partire un\u2019oretta prima) attraverso il ghiaione e risalgo fino al rifugio in qualche minuto. Scopro con mia grande sorpresa che \u00e8 aperto fino a domenica per il ponte dei Santi! E qui penso che sono stato stupido a non chiamare, avrei potuto cambiare la partenza e farmi una notte al caldo, ma va bene lo stesso\u2026 Vorr\u00e0 dire che al ritorno passer\u00f2 di qua per bere\u2026 Inizio a salire per il sentiero 353 che nel bosco secco e pieno di foglie mi fa salire velocemente, per poi passare in piano e sbucare nel semplice ghiaione da risalire in mezzo alla val Montanaia. Il sole scalda e c\u2019\u00e8 parecchia gente. Escursionisti, arrampicatori che vanno al Campanile e alla palestra di roccia l\u00ec vicina. La salita si fa sentire ma il passo \u00e8 fresco e buono, supero qualche persona ed una famiglia simpatica con il cui padre scambio qualche battuta. Il <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/3_in_vista_del_campanile_di_val_montanaia.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Campanile<\/a> sbuca ed \u00e8 uno spettacolo. Parole come sempre riduttive ma bello veramente. Ancora pi\u00f9 bello quando si arriva sul suo cadino, nei pressi del Bivacco Perugini, dove la valle \u00e8 incantevole. Un anfiteatro di roccia intorno a me. Faccio una breve pausa, mangio qualcosa e nel frattempo la famigliola di prima mi raggiunge. Mi fermo a guardare la cartina con il simpatico pap\u00e0 che, una volta scoperte le mie intenzioni, rimane entusiasta e non la smette di farmi i complimenti e gli auguri. Un buon inizio insomma. Salutata la famiglia, riparto guadagnando velocemente il ghiaione che sale fino a forcella <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/10_forcella_montanaia.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Montanaia<\/a>. Faticoso ma non troppo. Chiedo a chi la sta scendendo se nell\u2019altro versante c\u2019\u00e8 neve. S\u00ec, (come immaginavo), il versante a nord \u00e8 innevato ma agibile. La forcella \u00e8\u2026 che parola usare? \u201c<a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/11_val_montanaia_da_forcella_montanaia.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Panoramica<\/a>!\u201d Uno sguardo alle mie spalle e la Val Montanaia sembra disegnata tanto bella \u00e8, mentre <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/14_scendendo_nella_neve_da_forcella_montanaia.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">davanti <\/a>a me le cime severe del Cridola ed un ghiaione innevato che scende con una pendenza da non sottovalutare. Qui ripenso alle parole e al racconto di <a href=\"http:\/\/www.audiografia.com\/blog\/?p=25\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Fabio<\/a> su questo ghiaione fetente. \u201cSar\u00f2 prudente\u201d mi ripeto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla forcella in gi\u00f9 \u00e8 come cambiare dal giorno alla notte: aria fredda e neve si sostituiscono al sole caldo che mi aveva accompagnato fino ad ora. Scendo, seguendo i passi di chi mi ha preceduto, il ch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 un bell\u2019 aiuto; si scivola non poco perch\u00e9 oltre ad essere un ghiaione ora c\u2019\u00e8 pure una lastrina di ghiaccio, quindi cerco di andare dove la neve \u00e8 alta. Faccio un paio di scivolate e conseguenti bestemmie ma per il resto scendo. E\u2019 lungo e richiede passo fermo continuamente. La seconda parte \u00e8 anche peggio perch\u00e9 nonostante la pendenza diminuisca, il ghiaione \u00e8 pi\u00f9 marcio e meno innevato, ma il filino di ghiaccio c\u2019\u00e8 sempre quindi non posso proprio mettere un passo a caso! Il panorama muta man mano che si avanza e finalmente sono alla base del ghiaione, dove iniziano i mughi, dove si vedono le cime del <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/19_cridola_e_monfalcon_di_forni.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cridola<\/a> e dei Monfalconi a nord est e verso ovest compaiono <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/21_il_pelmo_innevato.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pelmo<\/a> e Antelao! Che potenza! Nei mughi la vita non \u00e8 pi\u00f9 facile perch\u00e9 \u00e8 tutto neve e ghiaccio fino a circa 1600 mt di quota, dove finalmente incontro le indicazioni per il sentiero che avrei preso il giorno dopo. Al rifugio Padova non arrivo pi\u00f9. Mi sembra infinita questa discesa, tra mughi e poi bosco. Sono sicuro di essere in orario, ma la preoccupazione \u00e8 sempre quella di arrivare prima del buio e di avere tutto il tempo per fare le cose con calma. Un\u2019illusione cerca di prendere il sopravvento, ma so che non trover\u00f2 il rifugio aperto come \u00e8 successo per il Pordenone. Troppo bello sarebbe avere un pasto caldo per la sera. Infatti, rifugio chiuso. Trovo solo due personaggi buffi di Mestre che mi raccontano essere stati sul cadino del Cridola (dove il giorno dopo sarei andato) ma <em>\u201cC\u2019era troppa neve e non si va da nessuna parte!\u201d<\/em> Prendo nota dell\u2019affermazione, ma spero vivamente si stiano sbagliando. I due sono vivamente perplessi sul fatto che sia solo e voglia fare tutto st\u00f2 giro ma la loro perplessit\u00e0 non fa altro che aggiugere gusto al mio weekend! Il rifugio <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/24_il_rifugio_padova_verso_nord.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Padova<\/a> \u00e8 bellino (anche da chiuso) il panorama sulle cime tutte intorno \u00e8 piacevole e la sera si avvicina. Mi rilasso un po\u2019, faccio ancora due chiacchiere con i due tipi, controllo la cartina, mangio, bevo un po\u2019 di the caldo e cerco il posto per la notte. Proprio dietro il rifugio c\u2019\u00e8 uno <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/32_la_mia_suite_al_rifugio_padova.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">stanzino<\/a> piccolino, con una branda, due coperte ed una panca. <em>\u201cDormo qui stanotte\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera arriva veloce, ho gi\u00e0 sistemato tutto nella stanza e resto un po\u2019 a godermi il tramonto, finch\u00e9 il buio ed il freddo mi fanno venir voglia di andare dentro. Mangio ancora qualcosa ed infine, con la torcia frontale, preparo il mio sacco a pelo e mi ci ficco dentro a dormire. Non ho sonno e resto a pensare al fatto che volevo avvisare a casa che va tutto bene, avvisare Nicola che dovevo incontrare il giorno dopo, ma purtroppo il cellulare non ha campo da questa mattina. Sono isolato e penso che se mi succede qualcosa <em>\u201cSo ciav\u00e0!\u201d<\/em> Il sonno arriva ma mi sveglio verso le quattro\u2026 non sono abituato a dormire cos\u00ec tanto. Alle sei e mezza con le prime luci dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/31_l_alba_dal_rifugio_padova.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">alba<\/a> mi alzo, stanco di aspettare. Esco, faccio una colazione rapida con i pasti ridotti che mi sono portato, mi concedo una mezz\u2019ora di igiene personale che fa sempre bene psicologicamente e poi, dopo le ultime foto di rito, ricarico lo zaino sulle spalle e alle 7:30 parto per il secondo giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo Giorno: <\/strong>Dal Rifugio Padova al Rifugio Giaf per la Tacca del Cridola e Forcella Cridola<\/p>\n<ul>\n<li>Cartografia: <a title=\"Percorso\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/percorso.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tabacco n. 16<\/a> oppure n. 02 segnavia 346 \u2013 344 \u2013 340<\/li>\n<li>Dislivello: 1350 mt circa.<\/li>\n<li>Difficolt\u00e0: EE<\/li>\n<li>Partenza: rifugio Padova 1287 mt<\/li>\n<li>Arrivo: Rifugio Giaf 1400 mt<\/li>\n<li>Tempo impiegato: 7 ore circa<\/li>\n<li>Punto pi\u00f9 alto: Tacca del Cridola 2410 mt<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo giorno \u00e8 interessante. Sulla carta \u00e8 un percorso lunghino con tre forcelle da fare e con un pezzo piuttosto impegnativo. Le gambe rispondo bene. La risalita comincia dal sentiero del giorno prima, in modo dolce per fortuna, prima nel bosco secco e poi nella ghiaia tra i mughi. Alle mie spalle <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/36_pelmo.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pelmo<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/35_antelao.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Antelao<\/a> sono illuminati dal sole del mattino, splendidi. Ammiro l\u2019Antelao e con soddisfazione mi ricordo <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/?p=97\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">l\u2019ascesa<\/a> di questa estate con Nicola. Il Pelmo invece purtroppo non fa ancora parte dei miei ricordi\u2026 Proseguo, incontro le indicazioni per il sentiero 346 e ad un certo punto il telefono vibra. Per un breve attimo ha preso segnale, abbastanza da ricevere un paio di sms di Nicola che mi chiedeva come andava. Mi sento rassicurato da questo contatto con la civilt\u00e0, e rispondo subito che ci saremmo visti come da programma al Bivacco Vaccari. Avevo dato un segno di vita, almeno se mi fosse successo qualcosa sapevano dov\u2019ero pi\u00f9 o meno a quell\u2019ora! La salita ora \u00e8 tra mughi innevati e ad un certo punto mi sento fischiare. Mi trovo due cacciatori sulla sinistra che mi fanno cenno di fare piano. Il pi\u00f9 \u201cprofessionale\u201d dei due mi chiede se per favore posso star dietro a loro per cinque minuti\u2026 Non ho nulla in contrario (e poi sono armati, meglio non contraddirli \ud83d\ude42 ). Camminiamo piano senza far rumore, nascondendoci tra i mughi. Ci presentiamo e mi chiedono da dove vengo, dove vado, se ho visto camosci\u2026 Precisano che stanno cercando una \u201ccapra ferita da abbattere\u201d\u2026 Ci credo poco, soprattutto perch\u00e9 mi chiedono anche se ho visto camosci in giro. Ovviamente rispondo di no. Dopo un po\u2019 arriviamo alla fine dei mughi, a circa duemila metri di quota. Mi ringraziano per la cortesia, mi dicono che posso proseguire senza problemi, ma se riesco a fare piano \u00e8 meglio. <em>\u201cNaturalmente!\u201d<\/em>, dico io e parto in salita verso la mia strada. I cinque minuti sono stati comunque riposanti e non potevano farmi che bene visto cosa mi aspettava. Poco dopo i mughi il sentiero si trasforma in ghiaione, con scarsa pendenza si dirige verso forcella Scodavacca. Sapevo che non dovevo farla ma ad un certo punto era necessario deviare sul <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/42_il_ghiaione_verso_il_cridola.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ghiaione<\/a> alla mia sinistra e risalirlo verso il Cridola. Bene, ho guardato a lungo e con un po\u2019 di titubanza. Il ghiaione \u00e8 veramente bruttino ad un primo sguardo. Non c\u2019\u00e8 una traccia segnata e bisogna per forza attaccarlo. La carta indica di attraversarlo da destra a sinistra e poi dritto. Bah! Comincio a salirlo e mi rendo conto che sar\u00e0 tosto. Infatti la salita \u00e8 da sputar sangue. Non vedo segni e pi\u00f9 salgo pi\u00f9 mi rendo conto che forse il canalone era quello subito dopo questo, ma oramai ci sono dentro, \u00e8 franosissimo e scenderlo significava rischiare di farsi male per poi non essere sicuri di essere effettivamente sul ghiaione sbagliato! Devo studiare ogni passo, cercando di deviare verso le rocce pi\u00f9 grosse perch\u00e9 meno scivolose. \u00c8 un campo minato e molto spesso invece di salire scendo insieme al ghiaione che frana. E\u2019 n\u00e0 merda veramente (scusate il francesismo). Sono alto, a pi\u00f9 di met\u00e0 ghiaione. Faccio veramente fatica, cerco sempre di andare sulla neve nei rari pezzi dove c\u2019\u00e8 oppure sulle rocce grosse ma \u00e8 faticoso. Mi devo fermare ogni tre quattro passi perch\u00e9 sono veramente stanco. Lo zaino inoltre, voluminoso e pesante non aiuta per niente. Salgo ancora, alle volte devo mettere le mani per stare in equilibrio ed avere un appiglio pi\u00f9 sicuro. Ogni tanto faccio rotolare gi\u00f9 qualche sasso e mi volto per assicurarmi che non ci sia qualche altro pazzo che sta salendo. Sono veramente nel canalone pi\u00f9 tosto che abbia mai fatto nella mia scarsa esperienza. Mi rendo conto che non \u00e8 quello giusto perch\u00e9 \u00e8 impossibile che non ci sia manco un segno. Ma guardando la piantina in teoria sono giusto e comunque sia dovrei arrivare allo stesso punto. Spero solo di non trovare qualche salto o parete in cima da dover passare. In qualche momento temo veramente di finire gi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 uno schifo continuo, scivolo, mi rimetto in piedi, riscivolo e il piede scende con il ghiaione pi\u00f9 di quanto non sia riuscito a salire con quel passo. Mi maledico per non ricordare la descrizione che avevo letto in internet di questa salita, che poteva aiutarmi a non fare errori. Non avendo nessun segnavia sono indeciso da che parte salire. Il canalone nella parte alta si divide in tre possibili uscite ma nessuna \u00e8 chiara e non mi resta che guardare bene la piantina e capire che la forcella dovrebbe essere a destra. Prendo quindi quella via, taglio il ghiaione spostandomi a destra, e vado completamente in ombra dove la neve ghiacciata \u00e8 di casa. <em>\u201cMeglio del ghiaione\u201d<\/em> penso, <em>&#8220;Almeno questa \u00e8 ferma\u201d<\/em>, a parte ovviamente i punti dove \u00e8 sottile e sotto c\u2019\u00e8 quel ghiaino bastardo che ti fa partire lo scarpone\u2026 Verso tre quarti scorgo un tubo metallico piantato in quella che forse \u00e8 la forcella. Se c\u2019\u00e8 un tubo vuol dire che c\u2019\u00e8 qualcosa, magari un cartello, un confine, ma comunque qualcuno c\u2019\u00e8 stato! Mi rincuoro e continuo. Sono nella direzione giusta, penso, devo solo passare un paio di scalini di roccia. Arrivo a questi scalini, e nonostante la stanchezza me li godo in piccoli passi di semplice arrampicata. Dietro a questi il tubo \u00e8 ora una certezza e dopo pochi metri arrivo in forcella! <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/45_indicazioni_alla_tacca_del_cridola.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tacca del Cridola<\/a>, 2410 mt! Che sospiro di sollievo! Che soddisfazione! Ora ci sono i cartelli e sulla destra i segni del sentiero che forse dovevo fare e come temevo, era su un canalone parallelo, che per\u00f2 non riesco a capire quanto pi\u00f9 facile sarebbe stato perch\u00e9 nascosto dalle pareti. La vista \u00e8 mozzafiato, alle spalle il ghiaione che ho conquistato con tanta fatica e <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/47_la_torre_del_cridola.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">torri<\/a> di roccia che si stagliano. Di <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/44_verso_nord_dalla_tacca_del_cridola.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fronte<\/a> a me ancora un ghiaione da scendere, completamente innevato e sullo sfondo le dolomiti di Sesto, le tre cime di Lavaredo e altro ancora che mi godo con grande soddisfazione. <em>\u201cSono proprio montagne severe\u201d<\/em> penso, con le mani ai fianchi, riprendendo fiato e fissando ancora una volta quel canalone bastardo che mi ha fatto sudare cos\u00ec tanto. Guardo il cellulare e vedo che \u00e8 a campo pieno. Chiamo subito a casa, sono le undici, e rassicuro mia madre che va tutto bene! Poi chiamo Nicola che sta arrivando, anzi \u00e8 gi\u00e0 quasi alla base del ghiaione che sto per fare, quindi tra poco ci incontriamo! Che figata! Ci ho messo un sacco di tempo e di energie per arrivare in forcella, ma spero di arrivare al Giaf per sera. La <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/50_scendendo_il_canalone_a_nord_del_cridola.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">discesa<\/a> per fortuna \u00e8 semplice, vado in scivolata sulla neve quasi sempre, evitando i punti pi\u00f9 bastardi. I segnavia sono sempre presenti ma non sono necessari perch\u00e9 vado praticamente dritto. Alla base del ghiaione due camosci corrono via. Forse mi hanno sentito oppure scappano da Nicola che \u00e8 nei paraggi. C\u2019\u00e8 di nuovo il brusco cambio di temperatura: dal ghiaione assolato, ai guanti e berretto di questo tratto innevato e sensa sole. Finalmente aggiro un roccione e dietro quello, sullo sfondo, vedo una sagoma amica. Il saluto \u00e8 immediato e sono veramente felice di vederlo! Passo dopo passo arrivo da Nicola. L\u2019abbraccio \u00e8 spontaneo ed \u00e8 veramente indescrivibile la gioia. Niente di meglio di incontrare un amico in montagna dopo tutta questa fatica! Parliamo un po\u2019 e poi partiamo verso il Bivacco Vaccari, salendo un piccolo <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/53_risalendo_al_bivacco_vaccari.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dislivello<\/a> ghiacciato. Il <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/54_il_bivacco_vaccari_e_forcella_cridola.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Vaccari<\/a> \u00e8 in una zona bellissima. Anche qui mi sembra di essere a teatro e non so dove guardare. Montagne ovunque. Ci concediamo una meritata sosta, mangio e bevo per recuperare un po\u2019 le forze. Ma \u201cel sol magna le ore\u201d e non posso prendermela comoda perch\u00e9 ho ancora un bel tratto di strada da fare. Nicola decide di fare un pezzo di sentiero con me, cos\u00ec almeno facciamo un po\u2019 di fatica insieme e ce la raccontiamo. Per l\u2019una del pomeriggio arriviamo a <a title=\"Forcella del Cridola\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/59_verso_forni_di_sopra.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Forcella<\/a> del Cridola. Il Paesaggio cambia per l\u2019ennesima volta e da qui posso vedere il lungo <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/59_verso_forni_di_sopra.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">percorso<\/a> che mi porter\u00e0 al Monte Boschet, ultima forcella, dalla quale poi scender\u00f2 al rifugio Giaf. Sembra lungo e spero di fare in tempo. Scendiamo per un ghiaione sporco di neve e ghiaccio (ormai non ci faccio pi\u00f9 caso!). Nicola lo battezza <em>\u201cDella serie mi muovo e scivolo\u201d.<\/em> Dopo la discesa si cammina praticamente in <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/62_verso_forcella_fossiana.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">quota<\/a> ed arriviamo al bivio. Qui ci salutiamo. Io devo andare a destra e Nicola a sinistra, per ridiscendere al Passo della Mauria e tornare a casa. Quasi triste salutarlo. Mi lascia tutto il suo the e la roba da mangiare, cos\u00ec da arricchire un po\u2019 la mia sintetica dose di cibo. Grazie amico mio. Un saluto, un abbraccio e si parte, dopo le ultime raccomandazioni d\u2019obbligo. Scendo il secondo tratto di ghiaione molto pi\u00f9 facile, abbassandomi di un buon 150 mt. Da qui ricominciano i mughi ed un po\u2019 di neve nelle zone in ombra. Praticamente vado come una spada, e dopo aver salutato Nicola che ogni tanto mi guardava dall\u2019altra parte della valle, continuo un saliscendi su questa specie di <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/63_risalendo_il_sentiero_340.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cengia<\/a> sassosa, in alcuni punti esposta ma senza reali difficolt\u00e0. Risalgo e non mi sembra vero di avere ancora tutta questa energia. La pendenza \u201cmorbida\u201d mi accelera decisamente il passo, e la voglia di arrivare in tempo al rifugio fa il resto. Con stupore arrivo alla forcella, che alla fine forcella non \u00e8 ma \u00e8 semplicemente il punto pi\u00f9 alto del Boschet. Uno <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/67_dal_monte_boschet.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">spiazzo<\/a> ampio in mezzo al bosco. Un paesaggio piacevole, rilassante ed il calore del sole fa il resto. Il pi\u00f9 \u00e8 fatto! Ora non devo fare altro che scendere. Sono le due e un quarto del pomeriggio, scendo per questo bosco pieno di fogliame secco, gustandomi i raggi caldi del sole, guardando nuove cime di fronte a me. Il sentiero prosegue in costa e a zig-zag scende lungo il versante sud del Boschet. Qualche dito del piede si lamenta, ma sono lamentele sopportabili. Torno in ombra perch\u00e9 mi abbasso velocemente di quota e continuo seguendo le indicazioni dell\u2019\u201dAnello Truoi Dei Bianchi\u201d. Comincio a sentire i rumori della valle e il continuo fruscio dell\u2019acqua. Sono vicino al Torrente Giaf, e quindi al rifugio. Poco dopo infatti lo vedo spuntare. Scendo, arrivo alla confluenza del sentiero 346 che sale alla forcella Scodavacca e passo dall\u2019altro versante del torrente. L\u2019ultimo pezzo lo brucio letteralmente e alle 14:45 ho gi\u00e0 scaraventato lo zaino sopra uno dei tavoli l\u00ec nel parco. C\u2019\u00e8 anche uno dei probabili gestori del rifugio che sta caricando qualcosa in un fuoristrada per partire. Gli chiedo ingenuamente se \u00e8 chiuso o aperto, ma ovviamente s\u00ec vedeva benissimo che era tutto chiuso\u2026 Il <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/76_ricovero_chiesetta_rifugio_giaf.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ricovero<\/a> invernale \u00e8 subito sotto al rifugio. Una casina in pietra a due piani. Entro, c\u2019\u00e8 il focolare in una stanza e nell\u2019altra stufe vecchie e robaccia varia. Le scale portano al secondo piano, dove ci sono due stanze con un matrimoniale vecchio e qualche altra branda. E\u2019 tutto piuttosto trasandato. I cuscini sono tutti sulle finestre (aperte) praticamente congelati. Stessa cosa per gran parte delle coperte, mentre le altre sono buttate sopra il passamano della scala. E\u2019 tutto rovinato, per terra un sacco di \u201cresidui bellici\u201d dei topi. Le coperte sono mezze mangiate e strappate&#8230; Sono un po\u2019 perplesso! Solitamente questi ricoveri sono semplici, spogli ma ben tenuti. E invece questo no! Torno gi\u00f9, il telefono ovviamente non prende una mazza ma al secondo tentativo riesco a mandare un sms a Nicola per dirgli che sono arrivato. Dopo quasi un\u2019ora mi arriva il suo. Anche lui \u00e8 arrivato e sta tornando a casa. <em>\u201cBene\u201d<\/em>, penso, <em>\u201cora ho il resto della giornata per riposare, mangiare, godermi il paesaggio\u201d<\/em>. Decido subito di iniziare a chiudere le finestre della stanza dove dormir\u00f2, per cercare di non far entrare altro freddo. Scelgo il matrimoniale vecchio in legno come suite, ci appoggio i cuscini gelati e scelgo un paio di coperte tra le meno rovinate. Faccio un altro paio di giri d\u2019ispezione e poi decido che \u00e8 venuto il momento di utilizzare il focolare. Legna ce n\u2019\u00e8 poca, ma penso bene di andare in \u201cprestito\u201d dal rifugio. Prendo un cassetto della credenza e lo uso come contenitore, salgo al rifugio e trovo lo stoccaggio della legna. Un paio di carichi sono sufficienti e ora aspetto che faccia buio per accendere il fuoco, cos\u00ec da non sprecare troppa legna. Resto seduto fuori in una panca improvvisata, a piedi nudi distesi sulla staccionata del ricovero e mi godo il silenzio, il tramonto che arriva e respiro quest\u2019aria fresca che mi rilassa pi\u00f9 di ogni altra cosa. Non c\u2019\u00e8 niente nella mia testa se non il piacere di essere l\u00ec. Le montagne alla mia sinistra cominciano a bruciare, insieme al cielo, poi dal rosso si passa al viola, al blu ed infine scende la sera. Rientro, tiro fuori i miei arnesi per accendere il fuoco e poco dopo il piacere del calore \u00e8 gi\u00e0 un lusso al quale fatico a rinunciare. Purtroppo il camino non tira benissimo e sono costretto a tenere la porta un po\u2019 aperta per far uscire il fumo. Scarponi, ghette, guanti calzini e piedi sono vicini al <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/94_la_magia_del_fuoco.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fuoco<\/a> ad asciugare e riscaldarsi mentre mangio e bevo il pi\u00f9 possibile. Non ho molto appetito ma so che devo mangiare e bere altrimenti non posso recuperare l\u2019energia per l\u2019ultimo giorno! La sera passa davanti al fuoco, stregato come sempre dalla fiamma che affascina con i suoi scoppiettii e movimenti. Mi diverto a studiare un po\u2019 la mia digitale, faccio un po\u2019 di foto per testare le varie impostazioni. Poi esco e il naso non pu\u00f2 che rimanere all\u2019ins\u00f9. Il cielo stellato \u00e8 una droga, cerco di riconoscere un po\u2019 di stelle, le riguardo, in attesa di trovarne una cadente e solo dopo una buona mezz\u2019ora il mio corpo chiede calore e torno dentro a scaldarmi. E\u2019 tarduccio ma non ho sonno. Faccio un po\u2019 di stretching perch\u00e9 le gambe ne hanno bisogno ed infine butto gli ultimi due ceppi nel fuoco e salgo le scale. Mi spoglio velocemente perch\u00e9 fa freddo e mi infilo nel sacco a pelo. Un paio di coperte sopra sono quasi superflue perch\u00e9 il sacco scalda parecchio. Non \u00e8 una bella dormita rilassata come la sera prima. Ho caldo, poi freddo, il letto \u00e8 scomodo e verso le quattro sento il suono di un volatile che gira intorno alla zona. Non so cosa sia ma fa abbastanza impressione e solo quando lo sento lontano mi sento pi\u00f9 tranquillo! Decisamente suggestionabile \ud83d\ude42 Il mattino arriva, la sveglia non serve perch\u00e9 sono gi\u00e0 con gli occhi aperti da un po\u2019 e mi rivesto con calma. <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/96_alba_al_rifugio_giaf.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">L\u2019alba<\/a> \u00e8 incantevole. Le nuvole che coprono il cielo creano un effetto di colori in continuo cambiamento, mentre il sole si alza. Merita di essere vista con calma\u2026 Anche oggi mi dedico all\u2019igiene persole, faccio colazione, sistemo il focolare, riordino coperte, cuscini e letto ed infine reimpacchetto tutto nello zaino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terzo Giorno: <\/strong>Dal Rifugio Giaf al Rifugio Pordenone per il Bivacco Marchi-Granzotto<\/p>\n<ul>\n<li>Cartografia: <a title=\"Percorso\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/percorso.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tabacco n. 16<\/a> oppure n. 2 segnavia 342-349<\/li>\n<li>Dislivello: 1000 mt circa<\/li>\n<li>Difficolt\u00e0: EE<\/li>\n<li>Tempo impiegato: 5 ore e 30 circa<\/li>\n<li>Partenza: Rifugio Giaf 1400 mt<\/li>\n<li>Arrivo: Rifugio Pordenone 1249 mt<\/li>\n<li>Punto pi\u00f9 alto: Forcella del Leone 2290 mt<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cE\u2019 l\u2019ultimo giorno\u201d <\/em>penso, <em>&#8220;Fatto questo ho finito!&#8221;<\/em> Le gambe sono meno reattive e sentono i duemila e rotti metri dei giorni precedenti. Carico lo zaino sulle spalle, chiudo il rifugio, lo guardo per l\u2019ultima volta e ringrazio per l\u2019ospitalit\u00e0. Scendo e prendo il sentiero 342 subito davanti al Giaf. Sento la salita pesante. Le gambe sono stanche e il mio passo \u00e8 decisamente rallentato. Il sentiero \u00e8 fatto in gran parte da <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/98_primo_tratto_del_sentiero_342.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">scalini <\/a>di ghiaia arginati da travi di legno, tutto rigorosamente congelato dal freddo del mattino. Lo scalino non fa scivolare ma fa alzare di pi\u00f9 la gamba, di conseguenza la fatica \u00e8 tanta, almeno per me. Il gruppo che mi arriva alle spalle e mi supera velocemente invece sembra quasi non far fatica. Mi staccano subito e un po\u2019 li invidio, per\u00f2 il mio ego mi consola facendomi notare che il loro zaino \u00e8 met\u00e0 del mio e sono un tantino pi\u00f9 riposati. Li saluto tutti, loro salutano me e passano. Il sentiero ora non \u00e8 pi\u00f9 scalini ma ghiaione, sbuca dai mughi e piega in destra da dove si pu\u00f2 vedere la forcella di <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/100_forcella_di_cason.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cason<\/a> che mi aspetta. Uff, un altro bel ghiaione innevato e ghiacciato. Il cielo \u00e8 grigio e verso nord girano nuvoloni scuri ma non credo abbiano cattive intenzioni. Senza sole per\u00f2 la temperatura non \u00e8 proprio estiva ed una brezza sul collo mi fa capire che \u00e8 meglio se non st\u00f2 troppo fermo a raffreddarmi. Il ghiaione \u00e8 compatto (almeno questo!) e piano piano lo risalgo, scrutando la forcella ed il gruppo che mi ha staccato di brutto. A met\u00e0 ghiaione si fermano e poi scopro, guardando le loro impronte che alcuni di loro si sono messi i ramponi. Ci ho pensato anche io ma alla fine ho deciso che bastavano gli scarponi. L\u2019ultimo quarto di ghiaione \u00e8 tosto perch\u00e9 la pendenza aumenta, neve e ghiaccio anche ed in alcuni punti sono proprio esposto. Sono stanco, mi preoccupo perch\u00e9 il piede non \u00e8 pi\u00f9 bello fermo e sono in una zona che \u00e8 comunque rischiosa. La mente per\u00f2 obbliga il corpo alla massima disciplina e lentamente avanzo. Ci sono anche un paio di punti in cui devo mettere le mani ed arrampicare. La pensavo pi\u00f9 facile st\u00e0 forcella, ed invece questo tratto \u00e8 difficile, probabilmente lo sento ancora pi\u00f9 difficile per la stanchezza. Per\u00f2 bello non c\u2019\u00e8 che dire!. Gli ultimi metri sono invece ghiaione pi\u00f9 comodo e senza esposizione e li risalgo quasi con cattiveria, proprio mangiandoli perch\u00e9 \u201cvoglio questa forcella!\u201d. Ci arrivo: parole scontate ancora una volta, ma stupendo. Una <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/108_il_bivacco_sullo_sfondo.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">vallata<\/a> di cime con un puntino rosso quasi nel mezzo. E\u2019 il bivacco <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/115_finalmente_al_bivacco_marchi_granzotto.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Marchi-Granzotto<\/a>, la mia meta intermedia! Non vedo il gruppo di prima e non capisco dove cavolo sia finito. Se passava dal bivacco non poteva avere tutto quel vantaggio, eppure sono spariti. <em>\u201cCavoli\u201d<\/em> penso, <em>\u201csono delle scheggie!\u201d<\/em> Sono felice perch\u00e9 ho fatto il grosso del tragitto oramai ed il panorama paga ogni fatica fatta fino ad ora. Sono indeciso se scendere direttamente al rifugio Pordenone per Val Monfalcon di Forni oppure, come da programma fare anche forcella Leone ed arrivare da Val Monfalcon di Cimoliana. Mentre ci penso scendo verso il bivacco. Qui mangio e bevo mentre alcuni immancabili gracchi mi girano intorno in attesa di pappare le briciole del mio pasto. Sento delle voci ma non capisco da dove vengono. Dopo aver ascoltato in silenzio riesco a capirne la provenienza ed aguzzando la vista trovo il gruppo di prima. Erano in arrampicata verso cima dei <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/120_verso_cima_pecoli.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pecoli<\/a>!!! Avevano fatto un sacco di strada e per giunta stavano arrampicando su questa cima decisamente non facile. E tutto mentre io con fatica arrivavo al bivacco. Che gente bestiale! Brindo con un sorso di the alla loro \u201cpasseggiatina\u201d e dopo una breve riflessione decido di fare anche l\u2019ultima forcella. S\u00ec perch\u00e9 non potevo arrendermi ora. Quello era il programma e quello volevo fare! Inoltre erano appena le dieci del mattino, avevo ancora tutta la giornata ed era l\u2019ultimo giorno quindi potevo dare il tutto per tutto e poi mi sarei riposato. Foto di rito, ultimi sorsi di the, ultimo sguardo al paesaggio e nuovamente con lo zaino sulle spalle. Prendo il sentiero e salgo con fatica, ma nemmeno tanta. Arrivo alla <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/121_risalendo_verso_forcella_del_leone.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">forcella<\/a> in neanche venti minuti. E\u2019 facile a dispetto delle mie previsioni (e delle forcelle precedenti) e quasi non mi rendo conto di averla fatta. L\u2019ultima forcella!!! Ho fatto l\u2019ultima forcella del mio viaggio!!! Sono quasi commosso ed incredulo. Ora si scende in questa valle che sembra franare dai suoi due versanti da un momento all\u2019altro. E\u2019 selvaggia, \u00e8 tutto ghiaione che frana in mezzo, \u00e8 grigio e bianco della neve e basta. Affascinante. Il sentiero si tiene sulla sinistra su questa cengetta ghiaiosa, molto scivolosa perch\u00e9 piena di neve. E\u2019 lungo e le gambe sono sempre pi\u00f9 stanche quindi non vedo l\u2019ora di uscirne e camminare su qualcosa di pi\u00f9 largo di venti centimetri di sentiero\u2026 Mi <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/133_lungo_la_discesa.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">volto<\/a> spesso indietro per rivedere la forcella. Il cielo si sta aprendo e le nuvole lasciano posto ad un azzurro limpidissimo. <em>&#8220;Forse mi becco il sole anche oggi, dai!&#8221;<\/em> Scendo e finalmente si passa su sentiero di prato, di sassi nel terreno e posso rilassarmi un po\u2019 di pi\u00f9. Man mano che scendo incontro qualche gruppetto che sale. Scambiamo un saluto e quattro chiacchiere e poi ognuno prosegue per la sua strada. Ancora ghiaione, poi mughi, ghiaione di nuovo e anche un piccolo torrente nel quale mi lavo il viso con un piacere che non sentivo da tre giorni. Nel frattempo il sole \u00e8 uscito allo scoperto. Le nuvole sono sparite, fa pi\u00f9 caldo e resto quasi immobile a fissare la vallata, sorridendo come uno scemo. Ora il sentiero passa proprio sul greto del torrente. Un ampio mare di ghiaione che mi diverto a fare a mezza corsa, scivolandoci dentro, anche se fa un po\u2019 male alle punta delle dita\u2026 Supero un altro gruppo di persone che sta scendendo ma ho voglia di arrivare al rifugio Pordenone, sperare che sia aperto e scolarmi una birra. E\u2019 suggestivo anche questo pezzo. Davanti a me <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/146_cima_meluzzo.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Col Meluzzo<\/a>, sullo sfondo a sinistra l\u2019omonima valle e dietro alle mie <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/147_segnavia_alla_fine_del_ghiaione.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">spalle<\/a> ghiaia, roccia e tutto quello che ho attraversato in questi giorni. Scendo, il passo accelera man mano in automatico, supero un\u2019altra coppia di ragazzi e poi svolto a destra perch\u00e9 il sentiero entra nel bosco. E\u2019 l\u2019ultimo tratto, qui si risale leggermente ma la gioia di aver completato il giro mi da energia a mille e sto letteralmente correndo in salita. Proseguo, con la smaniante attesa di trovarmi di fronte al rifugio. Il pezzo in bosco non \u00e8 cos\u00ec breve come credevo ma quando arrivo all\u2019ultimo tornante compare la baracca in legno dove c\u2019\u00e8 il gruppo elettrogeno del rifugio. Prendo quasi un colpo perch\u00e9 proprio quando mi fermo a guardarlo si mette in moto improvvisamente. C\u2019\u00e8 vita!!! Ok ok gli ultimi venti metri spariscono e mi ritrovo seduto sulla panca fuori dal <a href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/images\/151_il_rifugio_pordenone.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rifugio<\/a>. Aaaaah che felicit\u00e0. C\u2019\u00e8 gente, un gruppo di ragazzi che mi guarda, parlocchiano un po\u2019 tra loro e poi uno di loro si avvicina per chiedermi dove sono stato con la picozza. Gli racconto ed il tipo mi fa i complimenti per il giro e ci ordiniamo tutti insieme una birra e brindiamo. Loro hanno dormito al Marchi e Granzotto quella notte. Arriva altra gente. La birra scende con un piacere indescrivibile. Mi godo gli ultimi istanti di sole, e la brezza leggera che arriva. Ho finito, ho finito! Sembrer\u00e0 sciocco ma sono veramente contento e per me \u00e8 un\u2019impresa realizzata. E\u2019 l\u2019una, prestissimo, sono arrivato anche oggi prima del previsto. Saluto il simpatico gruppo e scendo nel ghiaione che velocemente mi porta all\u2019auto. La vedo e quasi mi commuovo. Ora ho veramente completato il giro. Mi cambio con calma e mi rilasso un attimo seduto sul baule dell\u2019auto. Guardo la val Montanaia e ripenso a questi bellissimi tre giorni. Mi sento fortunato, perch\u00e9 \u00e8 andato tutto bene, il tempo \u00e8 stato magnifico, non ho avuto problemi ed ho percorso tutto il programma che volevo fare. Meglio di cos\u00ec non poteva andare. Salgo in macchina, ripercorro la lunga strada che riporta a Cimolais; ora sono sulla statale, Passo S. Osvaldo, Erto&#8230; la diga del Vajont strapiena di gente che m\u2019infastidisce vedere, Longarone ed infine l&#8217;autostrada. Chiamo Nicola e lo saluto per dirgli che ho finito, anche Giorgia \u00e8 contenta che ho finito di \u201candar in t\u00ec pericoi\u201d.. ci vediamo la sera per mangiare una pizza insieme\u2026 La strada verso casa non la ricordo nemmeno perch\u00e9 pensavo solamente a questi tre giorni di montagna, semplici, indescrivibili ed impagabili ma soprattutto <em>&#8220;selvadeghi&#8221;, &#8220;selvadeghi come un camorz&#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Ivo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Galleria Fotografica di questi tre giorni:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"Foto Solitaria 2007\" href=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/Solitaria_2007\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.zekkus.com\/Gallerie\/solitaria_2007\/thumbnails\/11_val_montanaia_da_forcella_montanaia.jpg\" alt=\"Val Montanaia\" width=\"100\" height=\"67\" border=\"3\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Selvadego: dialettale Veneto di Selvatico. Dal Latino Silvaticus che trae da Silva (foresta). &#8220;Che vive nei boschi, riferito agli animali; e dicesi pure degli uomini non civilizzati, che non avendo agricoltura propriamente detta ed armenti, vive principalmente del prodotto della caccia; Fig.: Rustico, rozzo, incolto, inabitato. &#8220; Avviso: articolo lungo&#8230; <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.zekkus.com\/?p=100\"> Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr; <\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[100,85,101,53,102,103,104,96,105],"class_list":["post-100","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-montagna","tag-campanile","tag-escursioni","tag-giaf","tag-montagna","tag-padova","tag-pordenone","tag-rifugio","tag-solitaria","tag-val-montanaia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=100"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1112,"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/100\/revisions\/1112"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zekkus.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}