Oggi sono in croce: 33!
gennaio 28th, 2009 by Ivo
Bella cifra eh?
Bene, inutile dire che ringrazio tutti quelli che mi hanno mandato sms e messaggi vari (che comunque ho già ringraziato singolarmente!)
Inutile dire che chi non mi ha fatto gli auguri è bandito per sempre dal blog. No dai,scherzo, non sono cose fondamentali… Bastardi!
E ora voglio incollare questo bel pensiero che mi è arrivato via mail da un’amica (Silvia so già che mi chiederai “E chi è questa??? MH!” ma ti amo anche per questo…)
Il pensiero è tratto dal libro “Se il sole muore” di Oriana Fallaci, e devo dire che mi è proprio piacuto, nella sua semplicità, verità e soprattutto ottimismo! Voi poi, come sempre, pensatela come volete, l’importante è che piaccia a me!
“…perchè io mi divertivo ad avere trent’anni, io me li bevo come un liquore i trent’anni: sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatrè, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perchè sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino, perchè siamo lucidi, finalmente, a trant’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perchè anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perchè abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perchè abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.é viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna…. ”
Ivo
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