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Il bivacco di Ivo Mayer…

Si sta bene

giugno 14th, 2010 by Ivo

Venerdì sera come già ho fatto altre volte, dopo una giornata di lavoro, sono arrivato a casa, ho cenato al volo e sono uscito per correre. Venerdì era una giornata calda e afosa, ma la sera al mare la temperatura era gradevole, e c’era una leggera brezza. Ho corso un po’, dopo tanto, ho sudato come un lurido, ma con grande soddisfazione. Correre al mare da sempre un piacere particolare, ed oltre ad essere un allenamento aggiuntivo, è decisamente molto più distensivo. Il periodo ora è ancora più suggestivo perché c’è un po’ di gente a passeggio, i chioschi al mare sono tutti belli preparati, con le luci soffuse, le candele, la musica lounge, arrivano profumi di cucina, la gente arriva alla spicciolata dopo la doccia con i vestiti leggeri da sera e ti guardano, ogni tanto ti danno anche un incentivo a correre, e tu passi e vai, assapori velocemente e continui la tua corsa verso il prossimo pontile…

La corsa s’è rivelata particolarmente tosta, a causa della battigia effetto “sabbie mobili” ed alla fine ero bello lurido e pieno di sabbia fin sopra ai capelli. Così, tra sudor e sabbion, ho levato le scarpe, i calzini, la maglietta, e mi sono tuffato in mare. Il primo bagno di quest’anno. Stupendo. Acqua calda, buio quasi totale (erano già quasi le dieci di sera ed ho scelto il tratto di spiaggia senza illuminazione), nessuno in giro, e mi sono ritrovato a guardare il cielo, che per l’occasione era bello limpido e si vedevano benissimo le stelle. I piedi erano felici per il massaggio del mare e tutta la pelle ancor di più per il cullare delle onde.

Non ho potuto che riprendere il mio solito ragionamento. Mentre ritornavo tutto bagnato verso casa, ho pensato che si sta bene qui, sono fortunato. Sarà un paese piccolo, sarà che mancano tante cose e che d’inverno è morto (e a me piace così) e d’estate è un casino, ma io ci vivo bene. Già mi spiace dovermi fare 2 ore al giorno di viaggio per il lavoro, ma ringrazio qualche divinità per aver un lavoro al momento, quindi non mi lamento. Mi spiace che me lo godo e lo conosco meno di quanto vorrei. Però mi piace il mio paese. E se la gente è disposta a farsi 3-4 ore di coda (almeno) nei weekend per stare un po’ qui, allora non è proprio un pensiero stupido. E sorrido quando tante volte mi chiedono “Da dove vieni??” e mi dicono: “Oh, ma tutta stà strada?? E poi non c’è niente! Chissà che palle d’inverno!” Beh io credo che ci sia tutto quello di cui c’è bisogno. E sono ben disposto a fare qualche chilometro in più se mi manca qualcosa. Non invidio proprio il vivere in città. Dire che è comodo avere cinema-supermercato-ristorante sotto casa è a mio parere una cazzata. Certo che è comodo, ma è obbligatorio perché altrimenti non si gira con i mezzi e si perdono due ore per andare in un altro isolato. e altre due per trovare parcheggio. Io preferisco farmi un chilometro per fare la spesa, ma farlo in mezzo a strade tranquille e con un po’ di verde. Già quando corro sull’asfalto m’infastidisce il passaggio di un auto.. Non invidio chi va a correre per le strade di una città perché non ha altra scelta (che poi è dimostrato fare malissimo perché si dilatano ancora di più gli alveoli polmonari e l’inquinamento entra che è un piacere!). Io sono davvero felice di poter uscire di casa, andare a correre al mare, sentire il solo rumore delle onde, incontrare qualche altro corridore, sentire l’umidità, la sabbia, il silenzio.

Non mi venite a dire che la città è bella e comoda e c’è “tutto”. Tutto cosa? Tutto quello di cui si è oramai convinti di aver bisogno.. Io sto bene qui, o quantomeno, sto bene in posti come questo. Magari starei bene anche in un paesino di montagna, ed andrei a bagnarmi i piedi in un torrente dopo la corsa, o in un paesino in riva al lago, ma non ditemi che in città si sta bene. Altrimenti non scapperebbero via tutti ogni weekend; non ci sarebbe tutto stò casino di traffico, ponti e rientri al collasso.

Sarà provinciale, sarà che manca il lavoro che faccio io e che mi obbliga a spostarmi (che poi potevo ben fare altro nella vita e forse sarei ancora più soddisfatto!) ma si sta bene. L’ago della bilancia pende di gran lunga verso i lati positivi e giustifica anche i lati negativi. Io continuo a correre al mare, o tra i campi silenziosi, dove si sente solo qualche bel rospo di fosso, o qualche cane abbaiare perché disturbato dal mio improvviso passaggio. Mi sento uno di quelli che, come diceva Ligabue: “State bene lì, seduti in riva al fosso”

Sì, lo so, esiste la via di mezzo e probabilmente è già una buona cosa quella, ma io sono di parte, un po’ orso e un po zekko, quindi va bene così.

Buona notte

Ivo

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Let it snow!

dicembre 20th, 2009 by Ivo

Non è una notizia nuova, ma anche a Cavallino è nevicato e non poco.

Sabato il vento e la neve hanno spazzato il giardino di casa mia fino al primo pomeriggio. Poi come per magia il vento è cessato, le nubi grigie se ne sono andate, ed è uscito uno bellissimo sole. A questo punto non potevo sottrarmi e come quando ero bimbo, mi sono vestito e sono uscito a vedere questo affascinante manto bianco. In tenuta da montagna ho spazzato un po’ di neve lungo il viale del giardino per facilitare la camminata, poi ho levato il mezzo metro di neve dalla mia auto ed ho deciso di andare a vedere il mare. Ho camminato con calma assaporando il caratteristico rumore della neve fresca sotto le scarpe. Quello “scronch scronch” tipico che adoro. Arrivato alla rotonda ho notato la strada ancora piena di neve, un po’ schiacciata dalle poche auto che si sono avventurate in mattinata e le nubi grigie lontane. Per il resto, tutto deserto. L’ho attraversata e sono arrivato fino alla fine della strada; dopo c’è la sabbia ed il mare, o almeno di solito è cosi. Questa volta invece al posto della sabbia c’era una distesa enorme di cappuccino. Non bianco della neve, non marrone della sabbia, ma uno stranissimo miscuglio di bianco/marrone davvero particolare. Un cappuccino insomma. Per il resto, nessuno. Mi è venuto subito in mente “La strada” di McCarthy, quando descrive il mondo coperto di cenere e desolazione ovunque.

L’incantesimo però si è rotto pochi minuti dopo, quando è arrivata una coppietta a farsi due foto sulla neve. O meglio, lui ha fatto un servizio fotografico a lei che saltellava come un’ochetta giuliava in mezzo alla neve. Fortunatamente se ne sono andati dopo pochi minuti… Io invece mi sono goduto il mare grigio e mosso che aveva portato a riva un sacco di roba. Compresa un po’ di legna. E qui mi è venuta l’idea di fare un triplo servizio: pulizia della spiaggia, riciclaggio e risparmio economico. Così sono tornato a casa, ho preso il segaccio ad arco, sono salito in auto e sono tornato al mare. Mi sono diretto verso un bel tronco grosso e lungo (dicesi proprio un tronco!) e ho iniziato a tagliarlo a pezzi per riuscire a caricarlo in auto. Avete presente Rocky quando si allenava con i tronchi nella neve? Ecco più o meno la stessa cosa. Fatica boia a segare sto tronco ma ancor di più a portarlo sulle spalle camminando tra neve e sabbia. Tagliato quello ho camminato ancora un po’ e ho raccattato altri pezzi ed un’altro tronco più piccolo. Taglia, trasporta e carica in auto. In un paio d’ore ho fatto due bauli pieni di legna, che si traducono in almeno una settimana di fuoco per la mia stufetta casalinga :) Oltre al triplo servizio (pulizia della spiaggia, riciclaggio del legno che altrimenti veniva buttato e risparmio economico perché evito di comprarla e di far abbattere altri alberi) ho fatto anche due ore di allenamento a braccia e gambe. Non male, non male.

Domenica invece mi sono svegliato abbagliato dal riflesso del sole sulla neve. Altra splendida, fredda giornata. Il primo pomeriggio non potevo perdermelo. A dire la verità ero piuttosto fiacco, ma pensavo fosse solo dovuto alla mia pigrizia. Ho messo gli scarponi da montagna, berretto, felpa e pantaloni lunghi e sono uscito a correre al mare. Il freddo era davvero pungente e se non avete fatto il militare, vi informo che correre con gli anfibi non è come correre con le scarpe da ginnastica… Perdipiù tra neve e sabbia.

Ho patito. Sarà che avevo la digestione in corso (mea culpa), sarà che mi sentivo stanco, sarà quel chilo in più di scarponi, sarà stato il freddo pungente, ma alla mezz’ora ero veramente sfinito. Ed a poco è servita la musica per incitarmi. Però almeno mezz’ora me la sono fatta. Il problema è stato il raffreddamento. Il tempo di fermarmi e fare nemmeno quindici minuti camminando e mi si è gelata la schiena, ma ancora di più, mi si è congelato il baffo! Nemmeno fossi al polo nord! Tutta la condensa sul baffo a fatto “crack” e si è ghiacciata!

Via a casa (di corsa), stretching, doccia e un te caldo….

Ivo

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Category: Pensiero Del Giorno, Running | 2 Commenti »