La semplicità vince ancora una volta
giugno 3rd, 2010 by Ivo
… non esiste alcuna prova che con la crescita dell’ammontare complessivo (o medio) del consumo aumenti il numero di coloro che affermano di “sentirsi felici”. Secondo Andrew Oswald del “Financial Times” si riscontra di solito la tendenza opposta; la sua conclusione è che gli abitanti dei paesi più sviluppati e agiati, le cui economie hanno come forza propulsiva i consumi, arricchendosi non sono diventati più felici. Dall’altra parte, in questi paesi si nota anche la tendenza all’aumento di frequenza, quantità e intensità dei fenomeni negativi e delle cause di disagio e infelicità , come stress o depressione, orari di lavoro lunghi e asociali, peggioramento dei rapporti umani, mancanza di fiducia in se stessi e dubbi snervanti circa la saldezza della propria posizione e delle proprie ragioni.
La tesi secondo cui la crescita dei consumi è la strada maestra per ottenere la maggior felicità possibile per il maggior numero di persone non è dimostrata e la questione non è chiusa. Tutt’altro: man mano che si esaminano i fatti al riguardo, le prove a sostegno diventano più precarie e dubbie. Man mano che il processo prosegue si accumulano elementi contrari che dimostrano, o almeno indicano fortemente, che, al contrario di quanto sostenuto, un’economia orientata ai consumi promuove attivamente il malcontento, erode la fiducia e rafforza il sentimento di insicurezza, diventanto a sua volta fonte della paura diffusa che essa promette di curare o fugare – la paura che satura la vita liquido-moderna ed è la principale causa della forma liquido-moderna di infelicità .
Liberamente tratto da: Consumo, dunque sono -Â Di Zygmunt Bauman
Ha proprio ragione mia madre: “meio puareti ma contenti, che pieni de skei ma depressi”
Buona notte
Ivo
Category: Riflessioni | 4 Commenti »

